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Esperienze a confronto
lunedì 16 novembre 2009
Dibattiti, relazioni e una tavola rotonda su “Passato e futuro della viticoltura ad alberello. Il marketing e l’esperienza dei produttori”. Questo il tema del convegno organizzato nell’ambito della 29^ edizione della ViniMilo, il primo convegno organizzato a livello europeo che ha aperto i battenti ieri 4 settembre.
La tecnica della coltivazione della vite ad alberello è una delle più antiche, che fortemente caratterizza le produzioni dell’Etna. Un tipico vigneto etneo ad alberello costituisce una sorta di griglia simmetrica è quello formato da diverse terrazze dalle forme irregolari e variabili, rese necessarie dal particolare tipo di terreno sabbioso-vulcanico.
Hanno partecipato critici ed esperti di tutto il mondo, giornalisti della stampa estera, e ventiquattro aziende vinicole provenienti da tutto il territorio nazionale (Sicilia, Sardegna, Toscana, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Puglia) ma anche dalla Francia e dalla Spagna.
Ad aprire i lavori, la professoressa Michela Pallonari, docente Wine Marketing della Facoltà Scienze delle Comunicazione Università di Macerata con la relazione “Scenario globale del business vitivinicolo”. “E’ fondamentale fare marketing territoriale – per la professoressa Pallonari – Il marketing non è la comunicazione sui media. E’ qualcos’altro. E’ promuovere il territorio, il vitigno e la qualità del vino che qui è molto alta. Abbiamo lavorato con aziende che producono ad alberello, ma è stato faticoso raccogliere ed elaborare dati perché le aziende hanno difficoltà ad interagire con la facoltà. Abbiamo evidenziato come non ci siano piani strategici importanti. I produttori hanno bisogno di fare alleanze, perché non tutti hanno la possibilità di una forza economica alle spalle.
Poi la relazione “Risorse intangibili e business del vino:una nuova prospettiva di analisi” di Silvio Cardinali - professore aggregato di Marketing, Facoltà Economia G. Fuà - Università Politecnica delle Marche . “ I produttori si trovavano in una situazione di mercato interessante da una parte – ha commentato Cardinali – una domanda di mercato che vuole sempre più esperienze. E questa è un’esperienza che questo vino può trasferire grazie alle ricchezze del territorio. Dall’altra però un ambiente è costituito da una domanda che si trasforma, dei competitor che crescono e diventa sempre più difficile combattere la loro competizione sia nazionale che internazionale. Non ci si può difendere soltanto facendo le strade del vino, facendo la doc ma c’è la necessità di fare un investimento di carattere gestionale, di carattere interno sulle risorse immateriali, su le risorse umane, le relazioni con i clienti questa è la prospettiva di sviluppo”.
Alla tavola rotonda “L’alberello come paradigma di qualità, veicolo di cultura e business. esperienze a confronto”, sono intervenuti: Salvo Foti, enologo; il rappresentante di Les Caves des Pyrenées, grande distributore di vini; Giampaolo Gravina, vicecuratore della guida “I Vini d’Italia” de L’Espresso; Giuseppe Privitera, presidente di Slow-food Sicilia; Dario Cartabellotta, direttore dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino; Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione Città del Vino.
In serata poi, apertura dei banchi d’assaggio dei vini prodotti in vigneti ad alberello.
(Estratto da www.siciliainformazioni.com)
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